di Max Paiella
con Max Paiella e il polistrumentista Flavio Cangialosi




Note

Se in una piazza sentissimo all’improvviso “Volareee“, ci verrebbe spontaneo rispondere “Ooooh hooo!“!
Siamo ancora suggestionati a pieno dalla musica del boom economico degli anni 50 e 60.
Ma andando a scavare nelle nostre radici musicali scopriamo cose che non avremmo mai immaginato: l’Italia è stata molto spesso la protagonista artistica della musica mondiale, ma subito dopo il boom ce ne siamo dimenticati, forse perché abbiamo iniziato a “voler fa’l’americani?”
Eh già! Ma se ci troviamo di sera in un vicolo di Roma, in una calle di Venezia o in una strada di Napoli e qualcuno ci guarda in faccia cantando “Guarda che luna” Noi automaticamente rispondiamo “Guarda che mare“!
Mentre davanti a un brano della Trap music non battiamo ciglio e pensiamo ad una complessa digestione o ad un attacco di colite.
In epoche passate avevamo grandi esempi di musica per tutto il mondo. Ma non ce ne ricordiamo. Se il boom economico è un ricordo fastoso degli anni 60, il boom musicale lo abbiamo vissuto molte volte dal 1600 in poi.
Max Paiella vi condurrà in un viaggio musicale in un autobus. dove potremo ritrovare le nostre origini artistiche, sociali, persino quelle politiche.

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