di Laura Giacobbe
regia Roberto Zorn Bonaventura
con Giuseppe Capodicasa, Francesco Natoli, Michelangelo Maria Zanghì
con la partecipazione di Cristiana Nicolò
scene Mariella Bellantone
costumi Cinzia Preitano
disegno luci Stefano Barbagallo
collaborazione artistica Monia Alfieri
aiuto regia Martina Morabito
collaborazione tecnica Marilisa Busà
ufficio stampa e comunicazione Marta Cutugno
foto di scena Giuseppe Contarini
grafica Riccardo Bonaventura
produzione Maurizio Puglisi | Nutrimenti Terrestri


Note

La scrittura di Legittima Difesa, come dice l’autrice Laura Giacobbe, riguarda un’idea maturata molto tempo fa, quando le opinioni attorno a questo argomento apparivano come sintomi e sentori e non erano ancora il fiume in piena che sono oggi.
Allora la circostanza di un rapinatore in casa appariva come un valido pretesto teatrale, uno zoom potente sull’umore nero che bolliva nel ventre del Paese.
Era la situazione perfetta in cui vedere un principio giusto, quale è la necessità di difendersi dalla violenza ingiusta, deformato dalla nascente propaganda che solleticava abilmente insoddisfazione, appetiti violenti e irrazionali.
Ingrandire a dismisura, o meglio forse, comprimere, mettere alla prova dei fatti gli slogan e i deboli argomenti di cui è infarcita la rivendicazione del diritto alla legittima difesa, ha rivelato tutta la solitudine del cittadino digitale e insieme il contesto ingenuamente tragico in cui ci siamo abituati a vivere, fatto di nuove e sempre più inquietanti forme di entusiasmo negativo, golose di insulti, di frizioni, di disvalori, di miserabili ripicche sociali che funzionano come il pronto soccorso di un’autostima che in altri ambiti dell’esistenza continua ad essere mortificata.
Quando tutto diventa troppo complicato, è bene diffidare da chi ci dice che tutto è semplice.
Quando sentiamo di non appartenere più a niente, è bene diffidare da chi ci dice che apparteniamo al popolo del buonsenso.
Laura Giacobbe

Dalle note di regia

“Udite udite signore e signori! Le rapine e gli omicidi sono nettamente in calo ma, paradossalmente, la paura tra la gente aumenta. Come mai? Cosa o chi si nasconde allora dietro l’ansia e la paura? È questo il nostro punto di partenza: capire cosa sia diventato, adesso, il nostro paese. L’Italia impaurita, depressa e cosparsa di odio. L’Italia che cerca di reagire ma viene fermata da un muro invisibile. Che muro? L’ignoranza, il comodo schierarsi con il più forte, il difendersi con le armi, con l’insulto, con la negazione dei diritti dell’uomo, con il perdere tutto ciò che di bellezza c’è nell’animo umano. Fermiamoci su una panchina di una piazza, incontriamoci, non facciamoci fregare, forse le soluzioni le possiamo trovare, guardandoci negli occhi. “Siamo uguali capo, a me non mi spetta l’orologio tuo e a te non ti spetta la vita mia”.
Roberto Zorn Bonaventura


Tournée

27-28-29 OTTOBRE 2018 | MESSINA | CLAN DEGLI ATTORI STAGIONE 2018/19
22 LUGLIO 2019 | MESSINA | CORTILE TEATRO FESTIVAL 2019 | PALAZZO CALAPAI-D’ALCONTRES
09 FEBBRAIO 2020 |  MESSINA | TEATRO SAVIO STAGIONE 2019/20
14-15-16 FEBBRAIO 2020 | MILANO | TEATRO LIBERO STAGIONE 2019/20 RASSEGNA PALC’OFF


Trailer

Galleria

Rassegna Stampa

Marta Cutugno, Carteggi Letterari

[…] È un testo compatto, dinamico e proporzionato che nella sua sintesi attraversa lo spazio geografico con la sua miscela di dialetti ed accenti e non dimentica nessuno dei temi affluenti, tra questi la solitudine, l’inadeguatezza, la paura dell’altro, la mancata fiducia nelle istituzioni. […] Può definirsi circolare anche la regia di Roberto Zorn Bonaventura (…) che mai molla il filo dell’azione, afferrando e rilasciando i fatti e concatenandoli, anello dopo anello, grazie ad uno studio attento degli spostamenti e delle musiche, dei suoni e degli effetti, sostenuto dal puntuale disegno luci di Stefano Barbagallo […]

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Gigi Giacobbe, Sipario

[…] Laura Giacobbe […] ha scritto la sua seconda opera dopo L’assunzione, certamente per condannare quei fatti, con una scrittura raffinata e ironica, preferendo atmosfere leggere, grottesche e assurde quasi da black comedy, titolandola Legittima difesa […]

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Pierluigi Siclari, Tempostretto

[…] Convincente il modo di affrontare un tema di attualità da parte dello spettacolo in scena al Clan Off. […] C’era grande attesa per lo spettacolo, tanto che gli spettatori hanno completamente riempito la sala di via Trento, e gli applausi che si sono prolungati per diversi minuti hanno dimostrato l’apprezzamento suscitato dalla performance […]

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Giusi Arimatea, TGMe

[…] Sold out all’avvio della stagione #r-esistenze al Clan Off Teatro […] E “Legittima difesa”, forte della scrittura di Laura Giacobbe e della regia di Roberto Bonaventura, è di fatto un’esperienza artistica originale che trasferisce sulla scena quella poetica condivisa dalla quale lo spettacolo è nato e su cui gli artisti che vi hanno lavorato si sono misurati […]

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Francesco Saija, Nuovo Soldo

[…] Non mancano nel testo e nella buona recitazione degli attori (…), momenti di pura ironia ed anche qualche spunto di comicità in un’opera che ci pone di fronte alla tragedia della contemporaneità italica e occidentale. […] Con “Legittima difesa” abbiamo potuto apprezzare uno spaccato di nuova drammaturgia e un buon esempio di teatro civile […]

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Clarissa Comunale, MessinaOra

[…] Siamo prede o predatori? È il grande quesito che ruota attorno a Legittima Difesa, come l’acquario sferico ove nuota inerme il piccolo pesce destinato a boccheggiare e morire soffocato. […] La difesa, legittima, arriva nel momento in cui ci si sente offesi, nel proprio buon senso, giudizio e senso di giustizia che decade completamente, fino a diluirsi nell’art.640 del codice penale, che condanna la truffa […]

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Alessia Vanaria, Il Cittadino di Messina

[…] Interrogativi che si sommano lungo il graduale sviluppo di una pièce che unisce in un abile connubio ironia e riflessione. […] Dialoghi che si susseguono e diventano anima di un testo ben organizzato come quello di Laura Giacobbe. Parole che, grazie alla mirabile regia di Roberto Bonaventura, si accompagnano a movenze teatrali che conferiscono allo spettacolo quel quid in più. […]

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Giulia Carmen Fasolo, MessinaOra

[…] Francesco Natoli interpreta l’inquilino e convince per quella sua straordinaria capacità attoriale di farci dimenticare che siamo a teatro. […] Altrettanto magistrale l’interpretazione convincente degli altri due: a Giuseppe Capodicasa tocca indossare il passamontagna, gli abiti e l’accento del napoletano; a Michelangelo Maria Zanghì, il tremore dell’apparente incertezza dello slavo e il suo suggestivo parlare. […] Espressività, interpretazione e possesso della scena convincono il pubblico. […]

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Lelio Naccari, Il bugiardino

[…] Lo spettacolo prende una posizione in merito, con il sapore dell’inno alla vita, con tatto e umanità, voglia di dialogo e apertura. […] Le parole sono importanti, soprattutto se ben scelte e ponderate, e diventano anch’esse armi potenti quando agite con l’efficacia e la presenza degli attori di Legittima Difesa, che riescono a far ridere e vibrare la sala fino al momento in cui la rivoltella si punta sul pubblico stesso, chiamato in causa come uno dei personaggi dello scontro dialettico […]

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