libero adattamento di Blas Roca Rey
con Blas Roca Rey
ai flauti il maestro Luciano Tristaino
produzione Nutrimenti Terrestri


Note

Un mondo fantastico, tenero e disperato affiora dalle tante lettere che Vincent scrisse all’adorato fratello Theo, gallerista, che si occupò di lui tutta la vita. Un’energia vitale pazzesca, quasi indomabile. La consapevolezza, a volte straziante, di essere diverso dagli altri. In tutto, nel vivere, nei rapporti umani ma soprattutto nell’arte. L’uso dei colori, faticosamente raggiunto in anni ed anni di studi e schizzi. La volontà, testarda ed ostinata di reinventare la realtà e di ridarcela attraverso la lente fantastica dei suoi occhi. Il non rassegnarsi alla totale indifferenza del mondo verso i suoi quadri, il ripartire mille e mille volte ancora verso un futuro che sperava, prima o poi, si sarebbe accorto di lui nonostate la miseria, gli stenti e la mancanza di cibo. Ed infine la sua lenta e inesorabile discesa verso la pazzia che lo trascinò, negli ultimi anni, in piccoli manicomi di paese dove, spesso volontariamente, si rifugiava. Una vita. Un artista. I suoi meravigliosi fuochi d’artificio che lentamente lo arsero vivo. Lo spettacolo è interpretato da Blas Roca Rey con l’accompagnamento ai flauti del Maestro Luciano Tristaino.


Tournée

27 LUGLIO 2017 | ROMA | I SOLISTI DEL TEATRO 2017 – XXIV EDIZIONE  GIARDINI DELLA FILARMONICA
DAL 9 AL 14 APRILE 2019 | ROMA | TEATRO LO SPAZIO STAGIONE 2018/19
DAL 13 AL 23 FEBBRAIO 2020 | ROMA | TEATRO BRANCACCINO STAGIONE 2019/20 30/31 AGOSTO 2021 | CORTILE TEATRO FESTIVAL, CORTILE CALAPAI D’ALCONTRES – MESSINA 21/22 MAGGIO 2022 | NUOVO TEATRO VAL D’AGRÒ, SANTA TERESA DI RIVA (ME)


Trailer

Galleria


Rassegna Stampa

Maria Domenica Ferrara, Teatro.it

[…] Un lavoro minuzioso quello di Blas Roca Rey. Non si è accontentato di entrare nel genio e nella follia del pittore. Lo scambio epistolare è un mero pretesto perché sulla pelle Roca Rey ha voluto tatuarsi le infinite sfumature di una vita vissuta al margine del reale ma carica di immagini e di incubi ai quali ha dato forma percorrendo una strada drammaturgica insolita. Visioni raccontate dai flauti del Maestro Tristaino, risultano fondamentali per comprendere la sofferenza e l’insofferenza di Vincent, i suoi patimenti sicuramente troppo estenuanti per chi voleva vivere una realtà diversa, fatta unicamente di colori e suoni […]

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Maria Teresa Filetici, Progetto Italia News

[…] Blas Roca Rey rende onore a questo testo interpretandolo in maniera intensa, profonda e geniale, proprio come era Vincent. La regia è curata dall’attore stesso e la Produzione è di Nutrimenti terrestri.
Il flauto del Maestro Luciano Tristaino viaggia come un nastro bianco all’interno del racconto, e sa esprimere gioie, dolori e silenzi.
L’atmosfera è intensa e delicata, ci si sente immersi dentro gli infiniti mondi che Van Gogh vedeva e dipingeva. Lo spettacolo finisce, un senso di calore interno e di tristezza si percepisce sullo stomaco, è la bellezza di un amore fraterno inesauribile all’interno di una storia drammatica.

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Marcantonio Lucidi, marcoantonioluciditeatro.it

Il Tempo

Miriam Bocchino

[…] Sul palcoscenico Blas Roca Rey commuove il pubblico, rende onore alla vita di uno dei pittori più geniali al mondo. La musica enfatizza le sue parole e le sue mani plasmano la bellezza di una vita, all’apparenza, non realizzata. […]
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Antonio Anges, CulturalSocialArt

[…] Blas Boca Rey, con virtuosistica bravura, tuttavia, riesce a dissipare, gradualmente, i dubbi che potrebbero assalire quello scettico spettatore che ha paura che le lettere vengano profanate. […] Quello che Blas Boca Rey vuole trasmettere al pubblico è un alto messaggio umano, laddove l’attore in scena è solo uno, accompagnato dal musicista Luciano Triastaino e quel monologo che indica una straziante, commovente solitudine, sembra volere rinverdire la memoria dell’uomo Vincent prima che dell’artista. […] Blas Boca Rey vuole rendere concreta, tangibile, quasi palpabile la tragedia di un di un uomo, di un artista che, proprio per essere un artista, per dirla in termini kafkiani, non era un gigante, ma era intrappolato nella gabbia della propria esistenza.
Lo spettacolo colpisce dunque come un pugno sul viso, la realtà della sofferenza viene spietatamente portata sul palco, senza che venga addolcita da facili sentimentalismi o ironico distacco. […]

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Sergio Roca, Limina Teatri

[…] La narrazione è coinvolgente e piena di pathos. Roca Rey non si risparmia nello sforzo di entrare in empatia con l’uomo che interpreta e col pubblico. L’auditorio si mostra attento e in completa sintonia con l’istrione in scena, il quale è illuminato dalla luce di un proiettore che varia tonalità cromatica assieme agli umori di Van Gogh.
Gli unici momenti in cui il focus non è sull’interprete è quando la “parola” passa all’armonia musicale dei flauti del Maestro Luciano Tristaino che vengono usati per sottolineare i testi ma anche per concedere qualche attimo di respiro all’attore. […]

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Mena Zarrelli, La Platea

[…] La regia di Blas Roca Rey è percorsa per un verso dall’essenzialità delle scelte come nel caso dei costumi e della scenografia, per un altro dall’intensità dell’interpretazione che mantiene sempre un tono alto, quasi urlato in alcuni momenti. I flauti di Luciano Tristaino, insieme al variegato disegno luci, contribuiscono a creare un’atmosfera straziante ed emotivamente coinvolgente. Il pubblico in sala appare provato e intensamente partecipe.

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Brunella Brianza, Guida Show

[…] L’interpretazione coinvolge completamente gli spettatori, letteralmente conquistati dal trasporto dell’attore. L’applauso, intenso, caloroso e prolungato arriva solo alla conclusione. Forse con qualche attimo di ritardo perché, sia l’interprete sia la platea, fanno fatica a distaccarsi da quel racconto che ha completamente assorbito, da quell’artista che tutto ha sacrificato per il sacro fuoco dell’arte.

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Maurilio Di Stefano, Il Foyer

[…] Si opta nel complesso per una regia essenziale e statica, incentrata sulla gestualità e le sfumature della voce, mentre la recitazione si carica di intensità man mano che la vita del pittore si dipana attraverso le sue stesse parole fino a sfociare nell’accorato finale che strappa un’entusiasta ovazione del pubblico.
Importante presenza è quella del maestro Luciano Tristaino, che utilizzando flauti di tutta la gamma, dall’ottavino al soprano fino al contralto e al basso, esegue dal vivo le musiche di scena. […]

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Milena Romeo, Gazzetta del Sud | intervista a Blas Roca Rey e Luciano Tristaino

Blas ci racconti il tuo Vincent Van Gogh?
“Questa, senza dubbio, è la cosa più bella che abbia mai fatto in 41 anni di lavoro – spiega Blas Roca Rey – la cosa che mi emoziona di più, che mi corrisponde di più e che mi strazia di più. Persino quando faccio la prova di memoria dello spettacolo mi commuovo da solo; ormai è parte di me. Il mio van Gogh è un uomo che ha avuto un rapporto straordinario
con l’arte; ho voluto soprattutto evidenziare la “disgrazia “di essere così avanti , di essere incompreso; elementi miscelati alla sua follia, un pazzia particolare, perché lui non era “il pazzo del villaggio”, era una persona che ha fatto di tutto per essere accettato dal mondo. Il rigetto da parte della società quanto gli bruciava, lui si rendeva conto della sua condizione che, in parte, dipendeva dalla sua stranezza, dai suoi cambi di umore, dalla sua irritabilità e malinconia. Aveva così coscienza del suo stato da farsi internare anche volontariamente. Il “mio” Vincent viene fuori dal rapporto con Theo, il fratello minore che per lui era tutto: unico suo riferimento, sostegno affettivo ed economico. Io lo rappresento con tutto me stesso e in aderenza a come sto io; è un Vincent diverso a seconda della mia rabbia o delle mie emozioni”.

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Corrado Speziale, Scomunicando

[…] La condizione esistenziale di un genio dell’arte con le sue amare, drammatiche riflessioni, nelle lettere all’amato fratello Theo, gallerista a Parigi, è stata elaborata, vissuta e interpretata da Roca in maniera eccellente. L’attore è stato perfetto nei tempi e appassionante, anche attraverso la sua gestualità, nel veicolare i contenuti espressi dall’opera così liberamente adattata dallo stesso. Non era affatto semplice compenetrarsi in un ruolo simile, considerate le implicazioni di carattere psicologico proprie del soggetto, con i suoi drammatici stati d’animo, sfociati nella malattia mentale che ha gravemente segnato gli ultimi periodi della sua vita. Blas Roca Rey, nella sua recitazione, è stato accompagnato dalle musiche proposte da Luciano Tristaino ai flauti, che hanno caratterizzato le varie situazioni, al passo con le scene che in sequenza rimarcavano le parole di van Gogh. L’avvio è stato nel segno di Erik Satie. Il flautista ha poi accompagnato brillantemente tutto lo spettacolo con adattamenti e rifacimenti di brani di autori classici e non solo, tra cui Debussy e Piazzolla. […]

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Tosi Siragusa, Tempostretto

Toccante e soggiogante piece, questa produzione Nutrimenti Terrestri, al Cortile del Palazzo Calapaj-D’Alcontres, con uno straordinario interprete monologante, immerso in toto nella resa dell’artista maledetto Vincent Van Gogh alle prese con l’ingombro esistenziale, all’ombra dell’incapacità di accomodarsi alla routinaria normalità degli altri, nell’ urgenza incombente d’espressione geniale dell’ arte visiva pittorica. […] all’unisono con le note del flauto – e di altri strumenti a fiato estensioni dello stesso, suonati impeccabilmente da Luciano Tristaino – che ha accompagnato o preceduto la lettura della corrispondenza, in perfetta assonanza con le alterate percezioni dell’artista olandese…E fra le melodie di Satie, Debussy e Piazzolla, si sono incastonate le concitate letture, coinvolgenti da far trattenere il respiro. Roca Rey ha peraltro brillato anche nella direzione della mise en scene,che,nonostante la completa immedesimazione messa in atto,è rimasta in buon equilibrio,sempre ben calibrata […]

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Gigi Giacobbe Sipario

[…] Le lettere, spesso riguardanti l’arte singolare di Vincent vengono inframmezzate dagli interventi musicali di Luciano Tristaino alle prese con quattro flauti di diverse tonalità sfoderando note che tagliano le carni come quelle di Piazzolla che ben s’innestano con il tono delle missive. Sono lettere che Blas Roca Rey drammatizza opportunamente, enfatizzando quelle parti in cui chiede al fratello aiuti economici che si concretizzano nei 50 franchi che riceve di volta in volta, non sufficienti a frenare la sua fame e pagare quel poco per sopravvivere. Ne viene fuori un ritratto di uomo che vive ai limiti della sopravvivenza e che si esalta solo quando parla dei suoi gialli rossi e blu […]

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