di Claudio Fava
regia di Laura Giacobbe
con Ninni Bruschetta
al pianoforte Cettina Donato
allestimento scenico Mariella Bellantone
luci Renzo Di Chio
costumi Cinzia Preitano
suono Patrick Fisichella
progetto grafico Riccardo Bonaventura
illustrazione Antonella Arrigo
coach Luca Amorosino
Produzione Nutrimenti Terrestri 


Il mio nome è Caino” è ispirato all’omonimo romanzo di Claudio Fava, edito da Dalai Editore nel 1997 e, in nuova versione, da Baldini+Castoldi nel 2014. Lo spettacolo era già stato prodotto da Nutrimenti Terrestri nel 2002, con un diverso cast e la regia di Ninni Bruschetta. Questo nuovo allestimento de “Il Mio Nome è Caino” vede Ninni Bruschetta nei panni del protagonista, accompagnato da Cettina Donato al pianoforte. La collaborazione artistica tra Ninni Bruschetta e Cettina Donato è partita nel marzo 2017 ed ha registrato consensi di pubblico e critica, da “I Siciliani di Antonio Caldarella” a “Il giuramento” di Claudio Fava.
“Il mio nome è Caino” è specchio dinamico e lucido dell’essere e del fare mafioso e si intreccia alle musiche, composte ed eseguite dal vivo dalla pianista, compositrice e direttore d’orchestra Cettina Donato: due brani editi insieme a composizioni inedite, concepite appositamente per sostenere il racconto di Caino ed attraversate da contaminazioni classiche, popolari e jazz. Le musiche sono frutto di uno studio condiviso con l’interprete, eco della freddezza quanto dell’umanità del personaggio e ne sostengono le modulazioni emotive. La spettacolo ha debuttato il 23 e 24 marzo 2019 al Teatro Savio di Messina.

Note di regia | di Laura Giacobbe

“Caino è il killer di mafia che al comando ha preferito l’amministrazione rigorosa della morte, qualcosa che somiglia a un mestiere ma che è anche una impietosa chiave di lettura dell’universo mafioso e delle sue opache propaggini, un personaggio fuori dalla cronaca, costruito interamente all’interno della coscienza.
Un “pensiero fuori posto” muove il suo racconto, assoluto, spietato, estremo, senza margini di riscatto. Fuori posto è anche il suo raccontare, a tratti straniato dalla vertigine dell’azione, oppure ingoiato dalla musica che lo sostiene, che improvvisa e improvvisando spinge Caino a cercare ancora un altro tono, un altro modo per dire, fuori tempo massimo, quando è troppo tardi per raccontare e tutto suona come una dolente deposizione resa a se stessi”

Ninni Bruschetta su “Il mio nome è Caino”

In poco più di dieci anni ho messo in scena quattro titoli di Claudio Fava, in qualità di regista. Tutti testi di impegno civile, narrazioni di fatti o avvenimenti realmente accaduti o interpretati secondo una logica di verità. Poi ho deciso di portare in scena Il mio nome è Caino interpretandolo in prima persona perché in questo racconto di fantasia e realtà, mirabilmente mischiate, credo che si esprima in tutta la sua forza la poetica dello scrittore ma anche del testimone. Un testimone diretto e anche vittima della furibonda guerra di mafia siciliana, che in questo testo mette a frutto questa testimonianza per saltare al di là della staccionata e proiettarsi nella mente di un killer. E se prima ne interpreta il maleficio e la follia, poi riesce a riconoscere in lui anche una normalità, una formazione, una cultura e persino un mestiere. Usa la sua contorta morale per avvicinarci al pensiero del male che, in ogni caso, non figura così distante da noi. Affrontare questo testo da attore mi è sembrato necessario proprio perché esso richiede all’interprete la più rigorosa “sospensione del giudizio” per poterne restituire la crudeltà, la freddezza e persino l’ironia. E ancora di più perché questo personaggio ha una sua normale, direi naturale umanità, la sua mente viziata ha una folle ma sorprendente sensibilità e mostra il lato più debole del male, finendo di fatto per decretarne la sconfitta.


Trailer

Galleria

Rassegna Stampa

Recensione di Maria Teresa Prestigiacomo per MessinaWeb

Recensione di Marta Cutugno per Carteggi Letterari Critica e Dintorni

Ninni Bruschetta intervistato da Giovanna Caggegi per il settimanale La Sicilia Vivere

Recensione di Maurizio Sesto Giordano per dramma.it

Ninni Bruschetta ospite di Skytg24


Ottavio Gintoli, La Sicilia Vivere

[…] arriva un testo importante al Teatro Garibaldi di Avola: Il mio nome è Caino, scritto da Claudio Fava e messo in scena con la regia di Laura Giacobbe. Sul palcoscenico del teatro avolese, nei panni di un killer, arriva Ninni Bruschetta, accompagnato al pianoforte da Cettina Donato… Dinamismo e lucidità sono gli ingredienti di testo che poi si intreccia alle musiche, composte ed eseguite dal vivo dalla pianista, compositrice e direttore d’orchestra Cettina Donato […]

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Elisa Guccione, Gallitto-blog

[…] Carnefice, vittima, spietato killer e allo stesso tempo testimone della guerra tra i Corleonesi e lo Stato ma anche tra gli stessi boss per un regolamento dei conti e decidere a suon di calibro 38 chi deve comandare, morire e continuare a vivere. Questo è il plot narrativo di “Il mio nome è Caino”, testo scritto da Claudio Fava per la regia di Laura Giacobbe, interpretato da Ninni Bruschetta per la prima volta protagonista su un palcoscenico e non regista, accompagnato al pianoforte dalle sapienti note di Cettina Donato… un ottimo esempio di teatro di narrazione, pronto a spiccare il volo verso una tournee nazionale con platee sempre più ampie, dove l’indifferenza e l’assuefazione possono e debbono essere sconfitte solo attraverso una corretta educazione alla legalità e alla giustizia, obiettivo principale di questa messa in scena […]

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Guido Valdini, Parco Reale la Repubblica – Palermo

[…] Ninni Bruschetta magnetico, misurato… convincente nel dare al suo personaggio una distanza cinica e talora beffarda che tenta e sfugge il fascino dell’orrore, insinuando il sospetto che Abele non è più tra noi.
Caino/Bruschetta procede in una sorta di diario intimo, dapprima seduto davanti ad un invisibile giudice al quale descrive gli effetti devastanti dei vari tipi di arma da fuoco, poi quasi dialogando con l’elegante pianista Cettina Donato, che commenta la sua crudeltà con motivi ora classici, ora popolari o jazz, azzardando anche un Vitti ’na crozza a ritmo ballabile. Il che conferisce allo spettacolo, grazie alla regia di Laura Giacobbe, un’ovattata leggerezza che stride e stempera la ferocia di un mondo infestato […]

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Elena Zeta Grimaldi, PAC – Paneacquaculture

[…] Dal primo omicidio alla fama consolidata, il monologo ci porta dalle campagne della periferia di Palermo alle sue strade più buie, dalle sale del potere delle famiglie alle feste di gala cittadine; ci presenta le tarantelle dei boss in guerra e quelle dei politici in cerca di protezione. Perfettamente accompagnato e sostenuto dalla partitura sonora (quasi tutti pezzi inediti nati da uno studio condiviso dei due artisti) che sfuma dal classico, al popolare, al jazz, anche la narrazione si dissolve nella riflessione, illuminando con tutti gli elementi a disposizione (tra cui anche l’accurato disegno luci di Renzo Di Chio) le facce di un personaggio che, mano a mano, da alieno si trasforma in essere umano […]

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Maurizio Sesto Giordano, Cronaca Oggi Quotidiano

[…] Atto unico, intenso, che fa riflettere sull’importanza della legalità e della giustizia … La regista Laura Giacobbe e l’interprete Ninni Bruschetta lavorano molto sul personaggio di Caino … In una ambientazione da night club, da pianobar del passato, con il sobrio allestimento di Mariella Bellantone … con le quinte nere illuminate dalle efficaci luci di Renzo Di Chio, il lavoro, in circa sessanta minuti, è una riuscita fusione tra drammaturgia e note musicali, grazie all’intesa, all’impegno di Cettina Donato, pianista, compositrice e direttore d’orchestra conosciuta ed apprezzata a livello internazionale e di Ninni Bruschetta, rigoroso e convincente interprete … che si conferma anche a teatro quell’attore completo e rigoroso che da anni apprezziamo sul piccolo e grande schermo […]

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 Tosi Siragusa, Tempostretto.it

[…] Un testo lucido e affilato come una lama veicola le amare confessioni di un Caino dei nostri tempi, per rendere il suo mondo interiore e le drammatiche contraddizioni che lo permeano…Arrangiamenti classici, jazzistici e popolari … composti ed eseguiti dal vivo al piano da una prodigiosa Cettina Donato, sorreggono al meglio il testamento di Caino, e quella partitura complessa riesce a delineare con geometrica precisione i paradossi della mafia di Sicilia, rendendoli per noi” inclusivi” … il focus è su Caino/Bruschetta, personaggio archetipico, di encomiabile resa, il flusso artistico ben si propaga a mezzo di una regia di Laura Giacobbe silente quanto ben architettata. E così la piece si dipana in una densa rappresentazione […]

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Laura Cavallaro, SicilyMag

[…] Un convincente Ninni Bruschetta è il bizzarro assassino filosofoso, crudele in vita e fatalista dell’aldilà, protagonista de “Il mio nome è Caino”, creato dalla penna di Claudio Fava. Al canto di “My funny Valentine”, sulle note del piano di Cettina Donato, racconta quasi con cinica spavalderia l’ineluttabile destino di un killer “d’onore […]

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Intervista di Elisa Valentina Guccione Gallitto a Ninni Bruschetta

[…] Un amico mi disse: “Imparalo a memoria e fanne uno spettacolo”. Da quella battuta ho imparato il testo e mi sono messo in gioco portandolo in scena […]

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Monica Viani, Famelici MILANO

[…] Uno spettacolo da vedere, per la bravura di Ninni Bruschetta e di Cettina Donato, ma anche per riflettere sulla mafia, quel male che purtroppo non abbiamo ancora estirpato […]

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Roberta Usardi, Modulazioni Temporali

[…] Uno spettacolo che merita di essere visto […] Il testo di Claudio Fava è potente: il racconto di Caino, grazie all’eccezionale bravura di Ninni Bruschetta, arriva spietato, terribile nella sua lucidità e distacco e tiene il pubblico attento, pienamente coinvolto. Ciò è permesso anche grazie alla musica dal vivo, con due brani editi e altri brani originali composti appositamente e suonati dal vivo al pianoforte da Cettina Donato, che permettono un’immersione più profonda da parte di chi guarda, con particolare enfasi nel momento in cui Ninni Bruschetta canta sulle note di “My Funny Valentine […]

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Valeria Palumbo, Persinsala Teatro

[…] Caino è un boss senza pietà e Claudio Fava è bravissimo a indagarne l’animo, come Ninni Bruschetta a dargli volto e voce. […] Bravissimo Ninni Bruschetta che, in una precedente edizione dello spettacolo di Claudio Fava, Il Mio Nome È Caino, firmava la regia e ora, al Teatro Menotti di Milano, interpreta il protagonista. […] al pianoforte la compositrice Cettina Donato: bravissima e in perfetto sincrono con il protagonista. DA NON PERDERE […]

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Luisa Espanet, luisaespanet.blogspot.com

[…] Il mio nome è Caino, ispirato all’omonimo romanzo di Claudio Fava, portato in scena da Ninni Bruschetta. E’ un ritratto, come si può immaginare, del mafioso ma in termini così essenziali e scarni da diventare più disturbante e impressionante di una descrizione appassionata. […] A rendere più spaventosamente reale la scena spoglia, con una sedia, un attaccapanni anni ‘50 e un pianoforte. A suonarlo Cettina Donato, pianista e direttore d’orchestra, con musiche composte da lei stessa che mettono insieme classico, popolare e jazz. Un modo senza effetti facili per coprire i silenzi, scandire i passaggi, accompagnare le parole che rende ancora più vera e rabbrividente l’atmosfera […]

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Francesco Montonati, PlayMilano

[…] Un racconto … “sostenuto dalla musica dal vivo composta e suonata dalla pianista Cettina Donato con cui Ninni Bruschetta collabora ormai da diversi anni.[…] Un teatro, come si diceva, pulito, asciutto e godibile, scevro da espedienti impressionanti o da momenti di autocompiacimento estetico fini a se stessi. […]
La luce […] è sobria, scarna, pulita, come lo è il testo (tratto dal romanzo omonimo di Claudio Fava pubblicato nel 1997, asciutto e capace di resistere alla tentazione di facili sentimentalismi), come lo è la narrazione, come lo è la recitazione di Ninni Bruschetta, unico attore in scena. Discorso diverso per quanto riguarda la musica, che è sia espositiva, quando ripropone un’idea di musica da festa del paese a descrivere una situazione di fondo per la narrazione, sia di supporto: ora duettando con la voce, colorandola e assecondandola […]

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Adriana Marmiroli, La Stampa

[…] La Trinacria a Milano […] Il Mio Nome È Caino è la confessione-sfogo di un pentito di mafia, piccolo boss cinico e spietato. […] Accompagnato dalle musiche dal vivo, raffinate ed anestetizzanti, della pianista e compositrice Cettina Donato, Ninni Bruschetta sceglie la via straniante del recital in abito da sera […] per dare voce a un mostro e sottolineare per contrasto l’efferatezza di quel mondo […]


Adelio Rigamonti, Sonda.life

[…] Il Mio Nome è Caino tratto dall’omonimo romanzo di Claudio Fava è tornato in teatro dopo più di quindici anni in un raffinato allestimento curato da Laura Giacobbe. […] Caino è interpretato da un perfetto Ninni Bruschetta che, dopo aver diretto lo stesso testo nel 2003, veste con bravura i panni del protagonista. Completamente sfrondato da altri personaggi è solo in scena accompagnato al piano da un’assai efficace Cettina Donato che sorregge e spinge Caino/Bruschetta con un intreccio musicale che contamina la musica popolare con quella classica e jazz; una chicca davvero l’esecuzione di My Funny Valentine cantata e sussurrata alla Baker da Bruschetta […]

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Quarta Parete

[…] Uno spettacolo “assurdamente” elegante […] L’assurdo deriva dal soggetto della pièce: un mafioso, Caino, che racconta la sua vita mentre l’eleganza è data dalla maestria ed estrema bravura del suo interprete, Ninni Bruschetta. Ad accompagnare il racconto di Caino la musica di Cettina Donato al pianoforte, che segue con le note le parole incisive di un assassino, che, tuttavia, non si definisce tale. […] Ninni Bruschetta non si limita a interpretare bensì la voce diventa musica e i gesti una danza. Molto curata la scenografia, che nella sua estrema semplicità, in un gioco di ombre […]

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Flaminio Boni, Un Posto In Prima Fila

[…] Il mio nome è Caino è una riflessione intima sull’essere mafioso, non concentrata sul risvolto pubblico, bensì sulla dimensione interiore del personaggio. […] Ninni Bruschetta col suo Caino insinua il dubbio se sia giusto o meno aderire alla visione romantica di un uomo schiacciato dallo stesso male che ha compiuto. […] Il mio nome è Caino poggia tutto su questo scarto, portato avanti a piccoli passi da sembrare minimo, eppure enorme. Questo scarto lo vive il personaggio e lo avverte il pubblico, forse anche con un certo malessere, per essere costretto a decidere se riconoscere o meno una sensibilità ad un uomo il cui operato è orribile […]

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Mena Zarrelli, La Platea

[…] Ninni Bruschetta s’immerge completamente nel suo personaggio rendendolo autentico, realistico e straziante mentre ci conduce nel suo complesso mondo interiore. La narrazione della mentalità mafiosa a cui l’attore imprime un taglio fortemente emotivo, con il ruvido dialetto siciliano aggiunge un’ulteriore nota di credibilità alla performance attoriale, frammezzata dalle note di Cettina Donato e dalla voce dello stesso Bruschetta. Apprezzabile la scelta registica di creare un’atmosfera elegante e suggestiva, in penombra, evocativa della zona d’ombra in cui la luce e il buio s’incontrano. Pubblico in sala coinvolto e in atteggiamento riflessivo, lascia la sala portandosi addosso le emozioni dello spettacolo […]

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Barbara Lalle, Progetto Italia News

[…] Fino al 9 febbraio è in scena al Brancaccino di Roma “Il mio nome è Caino” … scritto da Claudio Fava […] ad interpretarlo nella trasposizione teatrale è Ninni Bruschetta … a dirigerlo, invece, in questo monologo è Laura Giacobbe, con una regia precisa e funzionale che non solo dà vita al testo ma lo esalta ponendo su palco Cettina Donato ed il suo pianoforte. La scena, curata da Mariella Bellantone, è essenziale così come i costumi di Cinzia Preitano. Non serve molto a Ninni Bruschetta, giusto uno smoking, un papillon, una sedia e un microfono per raccontarci storie di pallottole esplose in gola, in pancia o fra gli occhi. […] Caino è un morto che parla con la voce bellissima e profonda, con interpunzioni musicali di accortissima scelta. Caino narra, canta ed affascina […]

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Alessandro Uselli, Centro Studi Psicologia e Letteratura

[…] Sulle note suonate dalla sublime pianista e compositrice Cettina Donato, in un ambiente buio e minimale, Bruschetta diventa Caino, uomo di mafia spietato, ironico quanto cinico narratore di morte. […] Il monologo è un piccolo gioiello e Bruschetta è un protagonista eccellente. Un protagonista che ipnotizza la sala, un protagonista in grado di attingere da tutta la propria sicilianeità ma anche di prendere il microfono e diventare Chet Baker in My funny Valentine […]

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Corriere della Sera TV – Video Intervista di Max Pucciariello a Ninni Bruschetta

[…] La realtà è sempre più assurda della fantasia – spiega l’attore poco prima dello spettacolo di domenica 2 febbraio. Da realtà cruente come queste nascono situazioni grottesche, al limite del ridicolo […]

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Ninni Bruschetta ospite del Trio Medusa a Radio Deejay 

Ninni Bruschetta ospite di Paola Saluzzi a L’ora solare su Tv2000