scritto e diretto da Ninni Bruschetta
con Anna De Liberto, Maurizio Puglisi, Piero Preitano, Enzo Sanò
assistente alla regia Rita Bordi
produzione (1984)

Omaggio a Bob Wilson ed agli “Attori della Strada”

Bob Wilson “usa” i sordi nei suoi spettacoli. E non solo, signori miei, anche cerebrolesi e paraplegici sono spesso protagonisti dei suoi spettacoli. Ma in arte non si possono valutare i mezzi. Ciò che conta è il prodotto. Così ho scritto “Bob Wilson e figli maltrattano i sordi”. È un’apologia camuffata da un’accusa. Un narratore spiega il fattaccio; Bob maltratta i sordi. Ma Bob Wilson ha qualcosa da obiettare e la suggerisce al narratore. Anche il sordo, nonostante tutto, sembra essere a proprio agio. 
Tutto si sviluppa e si intreccia in poche righe, sorgono e si smentiscono dubbi. Lo spettacolo non ha un fine. Due dei quattro attori sono alla loro prima esperienza. Anche qui ritorna lo stile di Wilson che ama lavorare con gli inesperti. Nel mio caso la scelta è motivata dalla ricerca di una interpretazione deformata, costretta come quella di un uomo che subisce ogni giorno le angherie della sua menomazione fisica o mentale che sia. Oltre la citazione globale, ho voluto rendere omaggio al grande americano ricordandolo con alcuni oggetti; il treno (da “Einstein on The Beach”) ed il coltello (da “The Deafman Glance”). 
Tengo a precisare che i riferimenti a Wilson sono solo spunti per piacevoli divagazioni. Non ho voluto riprodurne lo stile o le idee. Non appena lo spettacolo avrà inizio il nome di Bob Wilson potrà essere sostituito con qualunque altro, un altro casuale protagonista di una non-storia. 


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