da Orlando Furioso
liberamente tratto dal canto XXXIV
di e con Filippo Luna
musiche eseguite dal vivo alla fisarmonica da Virginia Maiorana


Note

Rispettosamente tratto dall’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto, “Astolfo sulla Luna” è un concerto per attore e musicista, rigorosamente in versi. E’ un puro divertissement tra parole e musica che racconta il viaggio di Astolfo, una parabola incredibilmente attuale che riporta al mondo così come lo vediamo e viviamo oggi, un mondo che è solo il frutto della nostra perdita di senno, della nostra follia. Ma il nostro di senno non è finito sulla luna come quello di Orlando, il nostro lo abbiamo perso e non ci sarà nessuno pronto a partire per riportarcelo indietro.
Astolfo è oggi, molto probabilmente, il cavaliere magico che vive dentro ognuno di noi. Il nostro senno è dentro di noi, imprigionato dalla follia urbana, dalla perdita di umanità e ci vuole un gran coraggio e una grande energia per farsi ispirare, per tornare a riappropriarsi del nostro essere umani, della nostra ragione.
“Le cose perse in terra dove vanno a finire? Sulla Luna”
“Se la ragione degli uomini è quassù che si conserva, vuol dire che sulla Terra non è rimasta che pazzia”
L’attore racconta la storia di Astolfo, che inviato sulla Luna da San Giovanni per cercare il senno di Orlando, scopre l’orizzonte ultraterreno dove si conservano tutte le cose smarrite sulla Terra.
Dopo aver visitato l’Inferno, Astolfo raggiunge in groppa all’ippogrifo la cima del Paradiso Terrestre e qui è accolto da S.Giovanni Evangelista, che lo scorta poi sulla Luna a bordo del carro d’Elia e gli fa da guida. Il viaggio prodigioso di Astolfo diventa l’occasione per biasimare la follia dell’uomo che getta via il tempo inseguendo vane illusioni.


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