di Massimo Sgorbani
con Gianfranco Quero
regia di Roberto Zorn Bonaventura


Note

Politici che svengono, politici in cattiva salute, con un’aspettativa di vita più o meno lunga. Il biologico e il fisiologico irrompono nel politico attraverso l’idea della mortalità. L’oratore che perde i sensi spezza il suo discorso e consegna alle cronache il suo corpo mortale. Non potendo abolire per decreto la morte, non rimane altro da fare che politicizzarla, in un senso o in un altro.L’onorevole qui rappresentato parla a una “escort”, corpo femminile preso in affitto e simulacro della moglie assente. E conclude il suo discorso con uno strip tease da intendersi come affermazione estrema dell’habeas corpus o, a scelta, come svestizione preparatoria a una visita, confidando nella presenza di un medico in sala.


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