di Francesco Sala, Viola Pornaro, Edoardo Sylos Labini
regia Francesco Sala e Viola Pornaro
con Edoardo Sylos Labini, Raffaela Siniscalchi, Federica Di Martino,
Dj Antonello Aprea

Special guest Aldino, Daniele Tamburello
disegno luci Angelo Ugazzi
costumi Stefania Lo Russo
scene Giorgia Liberatore e Paolo Attardo
produzione Nutrimenti Terrestri & SYLOS – RUSSO (2004)

Note degli autori
Lo spettacolo è un ritratto simultaneo , umorista , spavaldo dell’uomo futurista. Le sue descrizioni , le sue allusioni maliziose che spesso sconfinano nella provocazione e nel puro divertimento teatrale testimoniano quello che principalmente fu il futurismo e quello che noi vogliamo evidenziare:
un grande movimento artistico e un atteggiamento verso la vita.
Più dell’ ideologia a noi interessa la poetica mobile, provvisoria nel suo vitale rinnovamento.
Cavalchiamo la tigre della velocità, del disprezzo del pericolo, dell’amore verso la vita contro ogni moralismo d’ogni specie.
Dentro una locomotiva, “che scalpita sulle rotaie come un enorme cavallo d’acciaio”, il nostro uomo ci racconta il suo rapporto con il “concetto” donna. Nel suo viaggio ne incontra molte di donne tutte, a sentir lui pronte, a cedere al suo irresistibile fascino di futurista italiano!
La nostra idea di riproporre il clima di quelle serate è audace oggi come lo era allora, apparirà bizzarra nella sua esemplificazione, ma è piena di forza, di grande fascino e persuasione . Edoardo Sylos Labini riuscirà a colpire efficacemente il cuore degli spettatori e delle spettatrici, narrando e vivendo la costituzione del Movimento di Marinetti e delle sue molte avventure identificandosi in questo atipico uomo nuovo.
Il pubblico, come nella tradizione del teatro futurista, partecipa e brinda a questa insolita festosa invasione letteraria.


Note di regia
Sbirciamo, in uno scompartimento di treno, un audace declamatore di bizzarre parole, sensazioni tricolori, impeti furoreggianti:
è un futurista Italiano del 1915.
Per lui tutto è spettacolo, pubblicità, novità.
Il treno corre, corre veloce, i viaggiatori si alternano come fossero tante apparizioni su un palco di teatro: attori, spettatori di battute in libertà, simultanee provocazioni, poemetti animati, estemporanee dichiarazioni d’amore verso viaggiatrici incredule, sbalordite, emancipate. Tutti magnetizzati da questo vortice di forza epocale, scandita dalle irriverenti incursioni musicali e rumoreggianti di un odierno dee-jay.
Ma c’è la guerra, intesa come spettacolo polifonico travolgente anche nel suo aspetto più tragico.
Lontani dalla retorica interventista, vi proponiamo lo slancio di giovinezza elegantissimo e invasivo di poeti, artisti futuristi, innovatori e difensore della Patria, pionieri culturali della nostra storia.