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Il mio nome ť Caino di Claudio Fava

 

di Andrè Roussin

Parigi 1970. Nicole giovane attrice moderna e Jean Pierre laureando in legge ricevono una visita inaspettata da Marcel Boisette, conosciuto a cena da amici, da Nicole e dai suoi genitori Solange e Edouard Berger. Un uomo non comune Marcel passionale, parla solo d’amore sorprendendo Nicole e stupendo Solange che ne rimane stordita e reagisce cercando di allontanarlo. Marcel non si da per vinto e la travolge in un vortice irresistibile di inaspettate amorose emozioni. Solange, conquistata da quest’uomo più giovane di lei, dimentica le convenzioni ed è pronta a lasciare la casa. Il marito Eduard e i figli Nicole e Jean Pierre reagiscono alla decisione della madre con una ficcante ironia. Tutta la commedia è scritta con un umorismo fragoroso e una fantasia sfrenata.

UN FOLLE AMORE
libero adattamento e regia Carlo Alighiero

con
Carlo Caprioli
Daniela Terreri
Cinzia Berni
Luca Negroni
Andrea Carpiceci
Manuela Perfetti

 

 

di Giusi Arimatea e Giovanni Maria Currò

Dalla radio arrivano anche al Sud i fatti che il 9 maggio 1978 segnarono l’Italia. E nel palcoscenico della grande storia si innesta quella infinitamente piccola di tre uomini alle prese con una realtà sempre sul punto di travolgerli. Tra le note delle ultime hit del momento a dimenarsi inconsapevolmente tra ciò che sembra e ciò che realmente è, ciascuno con un passato da dimenticare e un futuro ancora da scrivere. Tutto quanto, direttamente o trasversalmente, li investe la necessità di una spiegazione. La teoria del rasoio di Occam propenderebbe per quella più semplice.

Il rasoio di Occam
regia Giovanni Maria Currò

con
Alessio Bonaffini
Tino Calabrò
Mauro Failla

voci di:
Antonio Alveario, Ivan Giambirtone, Elisabeth Agrillo

 

 

su testi di Cesare Pascarella

"io sarò la voce, mio figlio Rocco la musica..." Uno spettacolo in cui si racconta della Roma del 1849 e della Repubblica Romana attraverso i sonetti del poeta Cesare Pascarella. In scena Blas Roca Rey accompagnato al pianoforte dal figlio Rocco Roca Rey.

Roma 1849
La Repubblica Romana nei sonetti di Cesare Pascarella
progetto e regia Blas Roca Rey

con
Blas Roca Rey

al pianoforte
Rocco Roca Rey

 

 

di Enrico Maria Carraro Moda
“nella zona del fiorentino e di quello che TUTTI conoscono..”

Analisi dei fatti accaduti tra il 1951 e il 1986 nella zona del fiorentino e di quello che tutto conoscono come il “Mostro di Firenze”. Le vicende del “Mostro” sono viste e narrate con gli occhi dell’uomo “mostro”. Il mostro è un uomo. Cosa spinge un uomo ad essere apparentemente mostruoso? Quanti processi ha subito l’uomo, come li ha vissuti e superati. Da chi si è contornato?

IL VAMPA
regia Enrico Maria Carraro Moda

con
Larissa Cicetti
Enrico Maria Carraro Moda

Spettacolo vincitore del Premio inDivenire per il Teatro Lazio
- miglior TESTO
- miglior REGIA
- miglior Attrice a Larissa Cicetti
- miglior SPETTACOLO

 

 

di Massimo Sconci

Dalle note di regia: L’intero spettacolo è un percorso indipendente che spero vada a confluire nella finalità di un nuovo modo di vivere e raccontare l’immigrazione, con l'intento di ricostruire una memoria collettiva attorno alla quale recuperare il concetto e la forza di una comunità, in un Paese che - senza falsa retorica - sembra stia perdendo ogni giorno di più la propria umanità.

Onore Clandestino
regia Massimo Sconci

con
Massimo Sconci

musiche dal vivo
JosŤ de la Paz
supervisione musicale Andrea De Petris

 

 

di Anne-Riita Ciccone

Le relazioni tra gli esseri umani seguono gli stessi movimenti di un sistema di pianeti in cui tutto sembra andare bene fino a che qualcosa di invisibile non cambia nell'equilibrio delle orbite, magari un meteorite piccolissimo che altera di pochissimi millimetri la posizione di un satellite e tutto può saltare in un istante, creando una reazione a catena tale che tutto un intero sistema solare può arrivare a sparire per sempre.

Satellite of Love
LA TECA
regia Lorenzo D'Amico Carvalho

con
Maria Vittoria Casarotti Todeschini
Giorgia Spinelli
Gianvincenzo Pugliese
Gabriele Stella

 

 

 

 

di Osvaldo Guerrieri

Dora Maar, una donna bellissima, indipendente e creativa, una fotografa negli anni '30. Un giorno qualunque incontra, in uno storico caffè di Parigi, l'uomo che le sconvolgerà la vita fin quasi a distruggerla: Pablo Picasso. Ogni sera Dora, la “schiava di Picasso”, ci racconterà la sua storia, la sua dannazione, la sua salvezza. Ogni sera accanto a lei una voce magnifica ci canterà il suo amore maledetto, attraverso le canzoni più suggestive di quella Parigi. Leggendaria e scomparsa.

Schiava di Picasso
regia di Blas Roca Rey

con
Monica Rogledi
Rossana Casale

alla chitarra Gabriele Santori

 

 

 

 

di Max Paiella

Max Paiella, musicista, cantante, comico e imitatore porta in scena i personaggi che lo hanno reso famoso, in una travolgente carrellata di canzoni, sketch, imitazioni e parodie accompagnato da Flavio Cangialosi.

MAX PAIELLA LIVE IN CONCERT
regia Max Paiella

con
Max Paiella
e con
Flavio Cangialosi
contrabbasso flauto, tastiera melodica a soffio, loop station e otamatone

 

 

di Gianni Guardigli

La nostra Cleopatra è una donna di Rimini, proprietaria dell’Hotel del Lido che ha ereditato dal padre Tolomeo quando era ancora “un baretto”, rendendolo “grande e conosciuto".
Ai tavolini del caffè aveva già incontrato Munir, siriano e con lui intrecciato un legame d’amore. Munir, profondamente legato alla sua patria, non riuscirà purtroppo a non ritornarvi, sognandone un riscatto democratico.
Ne segue una storia tormentata di attese e ripartite, tra “malelingue e risolini”, le amiche di sempre, ricordi e sogni, che è appunto il racconto del monologo, in cui “ la Cleo” si e ci interroga in un' originale metrica condita di suoni romagnoli, appoggiandosi ai pochi elementi simbolici della scena che ritrova o forse porta con sé, sospesi nel tempo.
Nel testo, in cui sono presenti alcuni echi dell’ “Antonio e Cleopatra” di William Shakespeare, la regina romagnola seguirà, anche se quasi velatamente, la fine tragica dell’imperatrice: ma qui lo spazio viene lasciato ad un paesaggio vincente che, circonda l’azione del monologo e, in parte, ci unisce tutti: il mare.

CLEOPATRA
regia di Carmen Panarello

con
Carmen Panarello

collaborazione al progetto
Giampiero Ciccò

 

 

 

 

di Michelangelo Maria Zanghì

Una casa modesta, nel sobborgo di una città siciliana.
È qui che si svolge il dramma grottesco di Marika, un travestito che passa le sue giornate in compagnia di radio e telefono.
E proprio il telefono diventa protagonista della patetica quotidianità di Marika; l'unico mezzo (oltre alla radio che trasmette canzonette d'amore e dediche) che permette una comunicazione con il mondo esterno e che è simbolo della sua speranza più grande: rivedere la telefonata di Franco, amore idealizzato, a cui lei si attacca morbosamente per dimostrare a se stessa, ma soprattutto agli altri, che può aspirare a una vita normale, con un uomo per bene. Ma ogni volta che il telefono squilla, la speranza di Marika si infrange contro la realtà.
Forse quella telefonata, con tutto il suo carico di speranze e sogni, non arriverà mai.

MARIKA
regia Michelangelo Maria Zanghì

con
Francesco Natoli

e con
Andrea Dellai e Michelangelo Maria Zanghì (voci alla radio)

 

 

di Simone Corso

Una ragazza nuda si aggira sotto la neve che cade fitta per le strade di un piccolo paese montano. Non ha niente con sé, se non un sacchetto pieno di pietre, 82 pietre. Il maresciallo Fugazzotto e il brigadiere Sciacca proveranno a capire di chi si tratti e cosa l’ha portata ad Altarupe quella sera: la giovane non proferisce parola e non interagisce in nessun modo con la realtà che le si muove intorno come se fosse sospesa, in attesa di qualcosa o qualcuno.

82 Pietre
regia Simone Corso e Adriana Mangano

con
Antonio Alveario
Simone Corso

Adriana Mangano

 

 

 

di Claudio Fava

Il mio nome è Caino" è ispirato all'omonimo romanzo di Claudio Fava, edito da Dalai Editore nel 1997 e, in nuova versione, da Baldini+Castoldi nel 2014. Lo spettacolo era già stato prodotto da Nutrimenti Terrestri nel 2002, con un diverso cast e la regia di Ninni Bruschetta, che in questo nuovo adattamento, con Cettina Donato al pianoforte, veste i panni del protagonista. La collaborazione artistica tra Ninni Bruschetta e Cettina Donato è partita nel marzo 2017 ed ha registrato consensi di pubblico e critica, da "I Siciliani di Antonio Caldarella" a "Il giuramento" di Claudio Fava.

Il mio nome è Caino
regia Laura Giacobbe

con Ninni Bruschetta
al Pianoforte Cettina Donato

 

 

di Duncan Macmillan e Jonny Donahoe

OGNI BELLISSIMA COSA
traduzione e regia di Monica Nappo

Quando sei bimbo e i grandi fanno cose che tu non capisci tanto, provi a domandare loro che sta succedendo, ed eventualmente, a dare il tuo aiuto. In alcuni casi puoi scoprire che il tuo aiuto e il tuo modo di reagire restano invariati dopo venti anni. Ogni cosa bellissima parla proprio di questo. Di una persona che parla di quando da bambino sia stato costretto a chiedersi cosa fosse questa cosa chiamata morte, cosa volesse dire la frase "Mamma è depressa". Neanche il papà sa rispondere, e quindi il bimbo inizia una lista di tutte le cose bellissime che ci sono attorno a noi e che sono un buon motivo per vivere e svegliarsi con il sorriso. Questa storia può accadere ovunque nel mondo, perché è ovunque nel mondo che accadono queste storie.

con
Carlo De Ruggieri

 

 

 
di Laura Giacobbe

Due improvvisati ladri si introducono in un lussuoso appartamento con l’intento di svaligiarlo. La scena rivela un’abitazione parossisticamente dotata di sistemi di sicurezza, da quelli più sofisticati a quelli più “surreali” messi goffamente a punto dal proprietario stesso, un vero e proprio monumento alla paura, all’insicurezza, alla diffidenza e alla solitudine.

LEGITTIMA DIFESA
regia Roberto Bonaventura

con
Giuseppe Capodicasa
Francesco Natoli
Michelangelo Maria Zanghì

 

 

 
di Vincent Van Gogh
libero adattamento di Blas Roca Rey

Un mondo fantastico, tenero e disperato affiora dalle tante lettere che Vincent scrisse all'adorato fratello Theo, gallerista, che si occupò di lui tutta la vita. Un'energia vitale pazzesca, quasi indomabile. La consapevolezza, a volte straziante, di essere diverso dagli altri. In tutto. Nel vivere, nei rapporti umani ma soprattutto nell'arte. L'uso dei colori, faticosamente raggiunto in anni e anni di studi e schizzi. La volontà, testarda, ostinata, di reinventare la realtà, di ridarcela attraverso la lente fantastica dei suoi occhi.

Le lettere a Theo
regia Blas Roca Rey

con
Blas Roca Rey

ai flauti Luciano Tristaino

 

 

 

di Nella Tirante

Un ragazzo, una madre, la notte, un balcone.
D. è un ragazzo speciale: ha problemi motori, è considerato un personaggio bizzarro in paese, conosce tutti ed è conosciuto da tutti. Le sere d’estate D. trascorre il tempo sul balcone di casa sua, affacciato sulla strada principale del paese, semideserta d‘estate: infatti è il “lungomare” il luogo deputato al passeggio estivo, così D. attende chi passa, trova degli argomenti per intrattenerlo: un saluto e via al prossimo passante.
Osserva da lassù un mondo perfetto che gli sembra irraggiungibile, quel “lungomare” dove tutti vanno la sera, quella vita “normale” che desidererebbe anche per sé. La madre, in camera da letto al piano di sotto, non dorme, è stanca ma non dorme, prega, racconta in modo surreale il suo percorso di fede legato alla nascita e malattia del figlio, vive il presente ascoltando con timore e apprensione i passi, i movimenti, i discorsi, le telefonate, la voce del figlio al piano di sopra: attende il Miracolo per lui, come una sorta di premio per la sua “fidelity card”.
Una riflessione sulla disabilità o meglio“specialità”, sulla fede e sull’accettazione.

Fidelity Card
regia Roberto Zorn Bonaventura

con
Nella Tirante e Gianmarco Arcadipane

e la partecipazione amichevole di
Maurizio Marchetti

 

 

di Omero

L’Odissea è il viaggio più famoso del mondo. Dopo 10 anni di guerra a Troia, i Re Achei ed i loro alleati fanno ritorno in patria, vincitori. Colui che con la sua proverbiale furbizia ha reso possibile la vittoria, grazie ad un immenso cavallo di legno dalle viscere avvelenate, riparte, anche lui, verso la “petrosa Itaca”, il suo regno.
È Ulisse l’astuto. Ma il fato e gli Dei hanno deciso di complicargli la vita. In un susseguirsi di racconti, monologhi e dialoghi, con l’accompagnamento di musica dal vivo, vivremo di nuovo la storia mille volte raccontata e che mille volte vorremmo riascoltare.

ODISSEA
riduzione e regia di Blas Roca Rey

con
Blas Roca Rey e Monica Rogledi

con le musiche eseguite dal vivo da
Flavio Cangialosi (pianoforte, salterio, sintetizzatore)
Livia Cangialosi (corno francese, chitarra, voce)


 

 

di Gigi Palla

Il regno del Re Litto ha un grande problema: è sommerso dall'immondizia. Non resta che una soluzione: prendere esempio da Re Ciclaggio, nel cui regno i rifiuti vengono impiegati in modi sempre diversi, utili e fantasiosi. Ma tra i due sovrani non corre buon sangue: accetterà il burbero Re Litto di farsi aiutare da Re Ciclaggio?
Il testo presenta momenti di racconto e momenti di reale partecipazione. Da qui la scelta registica di chiamare i bambini stessi a compiere delle azioni che li renderanno parte attiva dello spettacolo, mentre gli attori in scena costruiranno oggetti con materiali riutilizzabili e presenteranno storie nelle storie, come quella dei sacchetti Astolfo e Amedeo.
Il tutto sarà arricchito da musiche e canzoni dal vivo sul tema del riciclo dei rifiuti. Lo spettacolo rientra in un progetto educativo che si pone dunque l’obiettivo di informare e sensibilizzare gli spettatori più giovani sul tema del rispetto dell'ambiente attraverso la produzione, lo smaltimento e il recupero dei rifiuti, esortando comportamenti virtuosi già dalla prima infanzia.

Nel regno di Re...Ciclaggio
regia Cristina Capodicasa

con
Cristina Capodicasa
Giuseppe Capodicasa
Gerardo Fiorenzano

 


 

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